I ragazzi dell’AFAM chiedono certezze
mercoledì 09 gennaio 2008
Capita sovente nel mondo scolastico ed universitario che il mese di dicembre venga usato per anticipare le feste natalizie. Succede però che si alzi la voce anche per problemi ben più seri. E’ quanto sta accedendo negli ultimi mesi nel mondo dell’ AFAM (Alta Formazione Artistica e Musicale), il settore del MIUR che si occupa di tutte le strutture concernenti la formazione artistica degli studenti italiani. Le Accademie di Belle Arti, di Danza nonché i Conservatori vivono ormai da troppi anni in una situazione di totale incertezza: problemi di formazione e spesso anche strutturali, basti pensare che il conservatorio “G.Martucci” di Salerno - per bacino di utenza uno dei più grandi d’Italia – è ospitato in ambienti a dir poco fatiscenti e inadatti al sereno svolgersi delle lezioni. A questa situazione di stallo i ragazzi in questi mesi hanno detto basta. Le iniziative, quasi tutte coordinate dai ragazzi del Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma, hanno portato a serie situazioni di agitazione sfociate nel corteo romano dello scorso 20 dicembre. Studenti provenienti da più parti d’Italia - in particolare Roma, Napoli, Frosinone e Firenze – hanno sfilato lungo le strade della Capitale per raggiungere il Ministero della Pubblica Istruzione chiedendo a gran voce un incontro con la Direzione Generale AFAM. I ragazzi, ricevuti dal dott. Bruno Civello Direttore generale dell’AFAM, hanno portato alla luce tre punti essenziali: in primis il riconoscimento del titolo conseguito in campo artistico; la necessità cioè di una laurea vera e propria e l’abbattimento dell’attuale titolo di equipollenza. Di poi il problema della tassazione, a detta dei ragazzi fin troppo alta: “è evidente – affermano i ragazzi - che attualmente le tasse servono a pagare i costi di una riforma che doveva essere a costo zero ma che in realtà comporta delle spese elevatissime”. Ultimo oggetto di discussione, la questione della rappresentanza nel comparto AFAM: a differenza delle Università, i conservatori e le accademie non hanno un valido organo rappresentativo che dialoghi con gli enti competenti. Una discussione lunga e complessa dalla quale i ragazzi sono usciti con poche risposte e con un appuntamento: a febbraio infatti si terrà presso il Ministero un’assemblea generale fra il comparto AFAM ed il Ministro Mussi durante la quale saranno affrontate tutte le istanze dei ragazzi. Finito il corteo, il dibattito è proseguito durante l’Assemblea permanente presso il Conservatorio “Santa Cecilia” alla quale hanno preso parte tra gli altri anche i ragazzi dei conservatori di Napoli e Salerno. “La riforma universitaria in vigore dal 1999 ha evidentemente fallito – affermano gli studenti presenti all’Assemblea – sono passati quasi 10 anni, è ora che la si cambi radicalmente, ne va del nostro futuro”. E’ forse questo il momento adatto per ottenere qualche certezza in più, staremo a vedere.
Alessio Arpaia
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